GORY BLISTER - Earth Sick



Gory Blister - Earth Sick (2012, Bakerteam Records)

I Gory Blister sono una band che in Italia ha saputo crearsi un nome per quel che concerne l'ambito estremo. Dopo 4 album rieccoli con una nuova creatura violenta e tecnica, 'Earth Sick', disponibile dal prossimo 16 Aprile tramite Bakerteam Records. Vediamo cosa contiene questo album.
Inizia il lavoro 'The Breading (Intro)', dove i musicisti da subito preparano il campo per quello che sarà l'attacco della prima traccia, non che title track, 'Earth Sick'.
Si parte con violenza e precisione tecnica, dove si mette in mostra una band che sa il fatto suo, proponendo un death metal con inflessioni thasheggianti. Riff assassini che a volte, intrecciandosi, mostrano qualche venatura musicale da ritrovare nella band di Mr. Schuldiner. Ottima la base ritmica, dove una basso regge bene le tormente sonore, accompagnato da una batteria abbastanza articolata, riscontrando un duo ben affiatato e coordinato. Da notare come vengono unite in modo piacevole le mazzate dirette a momenti melodici e ragionati. Condendo tutto con la possente voce del frontman.
'Plague and Pray' ha un'attacco prettamente death, di quello di matrice americana, dove la batteria va avanti a razzo. Sempre tenendo presente che la band non disdegna per niente trovate melodiche e tecniche, regalate dalle performance della sei corde, ben maneggiata. Durante i momenti di attacco sonoro sarà impossibile non seguire il tempo con la testa, sfoderando un potente headbanging. 'Decanted Embryos' è uno dei momenti più tecnici di tutto il lavoro, dove si mettono molto ben in mostra le qualità di tutti i componenti della band. Un mix perfetto di violenza e tecnica, quindi, dove si riesce ad apprezzare in pieno il Gory Blister sound, che comunque non propone chissà che innovazione nel genere.
'Dominant GenEthics' ha dei riff vorticosi, ed un tiro da paura, di fatto, non vi riuscirà di stare fermi ad ascoltarlo. Ci si ritrovano alcuni momenti furiosi, dove il cantante canta con un buona voce incazzata, nello specifico, un growl molto rabbioso e lacerante. Ben creato il flavour melodico di fondo che riesce a coadiuvare la violenza proposta. Con 'H.I.V.' si continua con la chitarra solista subito ben presente, dove alle tirate thrash/death si uniscono momenti dal sapore progressivo con dei chours azzeccatissimi. Se dovessi pronunciare alcuni nomi di band per poter reggere qualche confronto ci sarebbero da nominare i Death, per quel che riguarda alcune parti, gli Atheist per altri momenti ed i Cannibal Corpse per quel che riguarda certe situazioni in blast beat. Ovviamente trattasi di influenze miscelate con cura e proposte in maniera convincente. Mostrando inoltre, la grande attitudine della band.
'World Damnatomy' ha un'inizio molto atmosferico da nervi tesi, dove poco dopo parte l'attacco della band. Un'aggressione sonora efferata, dove si prosegue il discorso finora illustrato in maniera molto coerente ed energico. Una canzone dove suoni nevrotici vi accompagneranno nella dannazione mentale, trovando in alcuni frangenti alcuni piccoli momenti di "alleggerimento", che porterebbe a paragonare gli stessi come piccolissime prese di respiro prima dell'attacco successivo. Ben fatta anche 'Soul-Bourne Maladies', dove alla potenza a cui ci abituano i Gory Blister, viene unita una vena tecnica davvero notevole e malsana. Un momento dove i nostri sembrano essere in alto come ispirazione, non che i pezzi precedenti fossero cagate eh! La chitarra solista fa il suo compito in maniera che oserei definire impeccabile, per quel che riguarda il genere. Ossessivo anche il cantato, che vi si infilerà in testa per farvi rabbrividire dall'interno.
Ci avviciniamo verso la fine dell'album con 'Serpent Verse', dove alcuni contro tempi aprono il pezzo, per poi ripartire a tempi veloci. Questi rallentati da momenti cadenzati e dal retrogusto sulfureo, dopo i quali si ritrovano momenti mitraglianti. Ottimo l'assolo che si rende protagonista di una situazione molto Thrashy style, per poi giungere alla fine con grinta e sonorità monolitiche che sfumano per concludere. Arrivati al termine di questo macigno troviamo 'Voice From The Sea', titolo che, personalmente, mi farebbe pensare a qualcosa di più tranquillo e calmo - di fatto le mie aspettative non erano errate. Vi troverete in un momento con un piacevolissimo pathos, accompagnati da una chitarra solista suonata in maniera sentita ed emozionale, accompagnata da alcuni sinth di fondo. Qua di Death non c'è l'ombra, bensì un pezzo di chiusura per permettere all'ascoltatore di calmarsi dopo la battaglia appena conclusa! In definitiva, un album che ho ascoltato con piacere, composto con perizia certosina ed un certo gusto per alcuni accorgimenti tecnici. Con una grande carica distruttiva ed un certo gusto per la melodia, come già detto. Gli amanti del death / thrash metal hanno un ascolto valido da affrontare, da parte di una buona realtà tricolore!