ROTORVATOR - Heaven



Rotorvator - Heaven (2012, Autoprodotto)

I Rotorvator sono un trio dalle idee particolari e ben chiare in testa, che vi faranno affrontare un viaggio particolare attraverso la loro musica. Dopo due ep (del 2009 e 2011), i nostri ne hanno rilasciato un terzo lo scorso Marzo, questo 'Heaven' che oggi prendo in esame, composto da sole tre tracce, che riescono comunque a far emergere la personalità del trio.
In apertura vi è 'From The Wouds', che sin da subito si presenta con un'atmosfera malsana e particolarmente oscura. Effetti elettronici ed un tempo tachicardico tenuto a bada da una grancassa sintetica. Quasi subito si miscelano riff chitarristici gelidi e vari effetti e sonorità tecnologiche, creando una soluzione che vi farà uscire piacevolmente di testa. Il cantato ha una vena diabolica, che si fa sentire in nuvole sonore pseudo rumorose. Alternandosi tra alcuni pseudo growl alienati ed alcuni scream grezzi e disperati. E ci tengo a sottolineare il termine PSEUDO rumorose, poichè tutto è ben studiato, con suoni ben livellati e miscele sonore che riescono ad avvolgere in maniera maligna senza stordirvi, almeno non nel senso negativo del termine. Ci si ritrova poco più avanti in un momento che mi ha fatto venire in mente alcune situazioni dal sapore industrial noise e certe piccolissime trovate prese dal dubstep. Immaginate di affrontare un viaggio moderno e tecnologico lungo una strada tortuosa verso gli inferi - quella è la sensazione che avrete durante l'ascolto. In un'ascesa terrificante e per moltissimi aspetti, ammaliante.
Si prosegue con 'Shelter In The Pit', dove le bacchette della batteria, sempre sintetizzate, creano un "motivo" ritmico dal risultato angosciante, come il ticchettìo psicotico di un orologio infernale che conta interminabili secondi. Gli strumenti a corde creano un motivo minimale ma d'effetto, portando la mente dell'ascoltatore in situazioni depresse al limite del noise più malato. Poco prima di metà pezzo attaccano all'unisono tutti gli strumenti, in un'esplosione distruttiva, facendoci ritrovare in una miscela perfetta di industrial, black metal e ambient. Difficile da spiegare a parole in maniera precisa. Un qualcosa di particolare e da ascoltare assolutamente. La voce ha quel mood sgraziatamente disperato che fa venire i brividi, emettendo una sensazione di oscuro disagio. Poco dopo è presente uno stacco, dove a restar in "moto" sono i soli voce, chitarra minimale ed il ticchettìo di bacchette di cui prima.
Dopo un'altra esplosione, simile alla precedente un'altro stacco rifermerà l'onda sonora estrema per riprendere un'apertura lenta e soffocante, con all'interno un'utilizzo dei sinth che definirei "spaziale". Roba da restar senza fiato! Ci tengo a sottolineare la perfezione nel miscelare tali elementi diversi tra loro come le basi industrial, i tappeti ambient / noise e certi accorgimenti presi dal black metal. Ed in questo pezzo, in particolar modo, alcune piccolissime trovate di matrice vagamente stoner, più o meno. Oltre a far presente la grandissima vena espressiva del vocalist, davvero convincente ed ispirato, con un suo forte senso di teatralità. 
Conclude questo interessantissimo Ep 'Zealots', per il quale basterebbe fare un esempio metaforico per descriverlo - Immaginate di aver affrontato questo viaggio composto dai due pezzi precedenti fino ad ora. Questo pezzo finale potrebbe rappresentare, in un certo senso l'arrivo agli inferi, dopo questa movimentata e deprimente scesa tortuosa. Una potente esplosione sonora che vi travolgerà senza risparmiarsi, alternandosi parti tiratissime e momenti più trattenuti, sempre restando in territori massicci e suoni possenti. Quindi un modo di essere estremi anche senza accorrere solo a tempi serrati e blast beat. La voce si alterna tra possenti growl maestosi e sporchi e momenti in scream disperati e graffianti. La parte industrial rende più accattivante il tutto, echeggiando, in alcuni momenti, situazioni che farebbero venire in mente la techno hardcore, ma solo sensazioni e nulla di più. Si conclude dopo lo stacco finale, con la chitarra grezza e distorta che va sfumando, sparendo nel silenzio totale, lasciando l'ascoltatore sfinito ma soddisfatto! In definitiva un ep che suggerisco veramente a tutti gli amanti di sonorità particolari, oscure ed estreme, con un tocco (anche pesante) di tecnologia, ma non fatevi spaventare da questo termine!!! Il trio sa quello che fa, e vi assicuro che lo fa davvero bene! I miei complimenti a questa interessante realtà italica, attendendo con curiosità il loro full lenght che dovrebbe uscire entro la fine di quest'anno! STAY EXTREME!