ON-OFF - Don't Forget the Roll



On-Off - Don't Forget the Roll  (2012, Buil2Kill Records)

Gli On-Off sono sono una band attiva già dal lontano 1997 per opera di Matteo Vago (voce e chitarra), proveniente dalla provincia di Varese. I nostri hanno iniziato come tribute band degli AC/DC, seppur l'idea iniziale fosse quella di scrivere pezzi propri. Nel 2010 la band riesce a dare alle
stampe il proprio debut album di inediti 'Ribcrasher', dopo due demo di cover, arrivando quest'oggi alla tappa del secondo album, che oggi prendiamo in esame, 'Don't Forget The Roll', per la Buil2Kill Records.
Non è necessario, in questa occasione, esaminare l'album track by track, poichè le soluzioni stilistiche adottate dalla band sono abbastanza omogenee e nessun pezzo risalta su altri. Un lavoro abbastanza lineare, ma non per questo monotono. I nostri propongono rock hard'n'roll molto energico ed accattivante. Un rock che palesa il passato degli On-Off come tribute band degli AC/DC, tanto da ispirarsi estremamente al loro sound.
Questa la pecca di tutto il lavoro, ossia la mancanza di personalità in fase di composizione ed esecuzione. Già dall'opener 'Another Bone To Suck', ci si ritrova davanti a riff che sembrerebbero "rubati" ad Angus Young. Tempi energici ma mai accelerati, una soluzione sonora ispirata chiaramente all'hard rock dei 70'/80'. Lo stesso dicasi della successiva 'That's What I Call Rock'n'Roll', che però sottolineo, contiene un ritornello molto avvolgente e pomposo, come dallo stile ci si aspetterebbe, d'altronde.
Fondamentalmente tutto l'album si snoda in tale stile per tutti gli undici pezzi presenti, senza dire nulla di nuovo, anche se detto in maniera convinta e piacevole. Certo, ora non pensate che la band non abbia una sua validità, i musicisti sono ben preparati, oltretutto non parliamo di ragazzini sbarbatelli. Mettono tutta la loro energia a disposizione dell'ascoltatore, come in 'Catch The Bunny', ad esempio, oppure in 'Every Stone Got To Roll Someday'. Ma non mancano episodi più soffusi dal sapore blueseggiante, come in 'On The Railroad', che riuscirà a rapirvi.
Il vocalist riesce ad esprimersi molto bene, accompagnato da una base musicale ottimamente coordinata, dove nulla è fuori posto. Arrivando al conto, un album che sicuramente merita almeno un'ascolto da ogni amante del rock, e che palesa una certa attitudine di questi ragazzi, grandi adoratori del genere. Spero di ritrovarmi la band con un'album più personale la prossima volta, e sono sicuro che potrebbe uscire un grande lavoro, vista l'attitudine appena citata e la bravura tecnica di tutti i musicisti.
Indirizzandomi alla band non posso che augurare tutto il meglio invitandoli a cercare di mettere farina del proprio sacco per le prossime occasioni, perchè è un peccato vedere tale preparazione limitata ad un disco così impersonale.

Scritta per IdM