WHISKEY FUNERAL - Whiskey Funeral



Whiskey Funeral - 'Whiskey Funeral' (2012, Full Speed A Head)

I Whiskey Funeral sono un combo attivo dal 2009, nato dall’incontro di cinque amici a Firenze. Musicisti con alcune importanti esperienze alle spalle in band come Icehenge, Watch Your Step e Doomsayer. Dopo un demo del 2010 ritroviamo quest’anno, i nostri con l’omonimo debut album edito dalla Full Speed A Head. Cosa hanno cercato di proporre i nostri amici toscani? Un rock’n’roll molto hard con venature punkeggianti ed in alcuni momenti un certo piglio metal.
Roba già fatta da altri in passato, sicuramente, ma i Whiskey Funeral riescono a proporre questa miscela di sonorità in maniera fresca e personalissima. Nulla risulta già sentito e niente è scontato. Dall’opener ‘Higgins And The Dobbermann’ la band parte all’attacco, senza lasciare scampo all’ascoltatore. Un turbine rock’n’roll molto pomposo ed accattivante. Non manca un ritornello di stampo hardcore, che rende ancora più attraente la song. Ottima coordinazione dei musicisti, tutti in grande forma e tanta voglia di rompervi il culo! Riff che si incrociano alla perfezione ed assoli inseriti e proposti nel migliore dei modi.
Se volessimo citare band blasonate per rendervi meglio l’idea di cosa i nostri propongono, pensate ad un frullato musicale dove gli ingredienti aggiunti sono Motorhead, Gluecifer, Backyard Babies, Ramones, Hellacopters ed Ac/Dc. Dedurrete una miscela letteralmente esplosiva e ad alto tasso di adrenalina. Seguono a rotazione l’antemica ‘Bargirl’ e ‘Something Else’ e continuo a farmi avvolgere anche dal cantato, che sembra un Bon Scott incattivito, molto ispirato e sentito. Nessuno della band manca di attitudine, anzi, la si sente trasudare da ogni singola nota, musicisti che sanno quello che suonano e lo fanno dannatamente bene!
Forti anche di una produzione all’altezza, che rende lo spazio dovuto ad ogni strumento, lasciando anche il basso in mostra, libero di rombare, cosa che non avviene sempre purtroppo. Inoltre notevoli le chitarre, denominate dalla stessa band una “Funeral Guitar” e l’altra “Wiskey Guitar”, dall’approccio più hard’n’heavy la prima e dalle soluzioni più rock settantiano la seconda.
Una voce femminile molto sexy ci porta all’attacco di ‘She’, un’altra traccia energica e molto di scuola americana. Uno dei momenti dove avrete voglia di far casino, fare festa ed alcolizzarvi come dei porci, per poi trovare la strafiga di turno e scoparvela. Si parole forti ed esplicite, come forte è la proposta musicale, dove oltretutto, non manca un buon gusto per la melodia, portata avanti da due chitarre suonate in maniera egregia per il genere. Forte anche una certa aria strafottente ed a volte arrogante, che rende più antemica e cafona la situazione proposta. Si arriva a ‘Funeral Blues 36’, dove ritmica marciante si accosta a riff ben sparati, aprendosi poco dopo a soluzioni più calme dal sapore hard rock di matrice settantiana, con alcuni risvolti un po' blueseggiante. Momento ammaliante, per quel che mi riguarda. Ma la band ritorna ai tempi iniziali, per concludere quello che è un gran bel pezzo.
Cattiva ‘Donkey Punch’, che mi ha fatto venire in mente un po' gli Hardcore Superstar, ma non solo questa. Devo ammettere che in questi casi, è troppo difficile dire quale pezzo piaccia di più e quale di meno, poichè le song presenti nell’album sono tutte ben fatte e ruffiane, allo stesso alto livello. Non esistono i momenti di noia, nessun pezzo stanca e ritengo vi sarà difficile ascoltarne solo qualcuno, il cd è da ascoltare tutto per intero! Esilaranti anche alcuni orgasmi che si odono di fondo durante la song, che contiene un certo flavour di matrice grunge.
Riff molto metal aprono ‘Never Never’, dove tempi tirati, come la band di Lemmy insegna, sostengono chitarre aggressive. Ragazzi quà si parla di roba per gente seria, questo non è un lavoro di cazzeggio, ma un lavoro fatto con cognizione di causa e tanta voglia di farsi sentire. ‘Junkie White Trash’ ha una linea di basso che si sbatte in bella mostra, per una song che vi schiaffeggerà. E si giunge al termine con ‘Bed Is My Friend’. Un pezzo che segue lo stile fin’ora descritto, come tutti gli altri, ma ognuno con un suo perchè, ognuno che riesce nel suo intento di farvi agitare i capelli e spaccarvi l’osso del collo.
In conclusione, un album che ogni vero rockers dovrebbe procurarsi e far suo, un cd che arricchirà la vostra collezione e vi regalerà molta energia allegra e distruttiva.