INVADERS - Human Mask


Invaders - Human Mask (2011, Autoprodotto)

Gli Invaders sono una band marchigiana in sesto dal 2009. Dopo un primo demo del Dicembre 2010, 'Plastic Society', un assestamento di line up ed una serie di live, i nostri danno alle stampe un Ep nel Marzo del 2011, ossia questo
'Human Mask' di cui oggi vi parliamo.
Appena passatomi il lavoro, il direttore, ed indicandolo come album technical thrash metal, le mie speranze hanno iniziato a vacillare. Per il semplice motivo che nel 90% dei casi, in ambiti così underground come in questo caso, sotto "l'egidia" del termine "technical" ho riscontrato parecchie schifezze pseudo tecniche e proposte con imbarazzanti composizioni. Ma rimane il 10%, per cui mi son detto: Forza e coraggio!!!
La prima cosa che ho osservato con minuziosità (come faccio sempre) è stato l'artwork, cosa che ha dato alle speranze, già vacillanti, una bella botta paragonabile ad uno sgambetto. Non che il logo della band faccia schifo, anzi mi piace molto; ma è la copertina in se' che, personalmente, trovo fatta un po' alla "meno peggio". Sicuramente creata in tema alle tematiche (scusate il gioco di parole) toccate dagli Invaders, ma un po' lontana da qualsivoglia positiva osservazione estetica.
Ma parliamo del contenuto del dischetto, quello che mi ha fatto vacillare, a causa del termine "technical"...
Apre il lavoro 'Walking Through The Dark (Asylum)', con arpeggi chitarristici di matrice un po' Annihilator-iana, influenza che si estende, del resto, un po' lungo tutto il lavoro. Subito tempi cavalcanti con una base ritmica ben impostata, e riff massicci. Il pezzo si articola bene tra alcuni cambi di tempo e giochetti in contro tempo, soprattutto da parte della batterista, Caterina. Assoli ben inseriti e ben strutturati, seppur nulla di particolarmente eclatante. Ottimo lo stacco dove la band si presta ad una piccola area soffusa per farvi riprendere il respiro, per poi ripartire alla grande, con energia.
L'unico problema che riscontro in questo genere, parere personale ovviamente, è la durata lunga dei pezzi, che farà gola a chi adora star ad ascoltare assoli e tecnicismi vari, ma che a me un po' annoiano. Ma diamo a Cesare quel che è di Cesare, i nostri son bravi e sanno il fatto loro. Non mi convince del tutto il cantato, a volte un po' stonato (volutamente?), dove in alcuni frangenti fa venire in mente l'idea di star ascoltando il figlio di Dave Mustaine, senza quella verve rauco / belante e fastidiosa di questi.
Segue la title track, 'Human Mask', dove la band parte diretta e sparata con gran energia ed un buon affiatamento tra i componenti. Tempi in tu-pa tu-pa, per intenderci con i più giovincelli, dove in alcuni momenti si ritrovano spunti vagamente influenzati da certo death, e sottolineo "vagamente"! In questo pezzo il cantato riesce a farmi sorridere, per il semplice fatto che prende alcuni punti di contatto con l'Emocore, ma giusto alcune sensazioni, seppur resti fermo a quanto citato prima. Ottimi contro tempi strumentali e chitarre ben intrecciate che innalzano un bel muro sonoro massiccio, supportate dalla base ritmica che non cede neanche per un'istante. Anche se in alcuni piccoli frangenti mi è sembrato un po' "intimorito" il bassista. Ma i nostri sono dei giovani e si stanno mostrando capaci e pieni di attitudine al genere intrapreso, seppur ci siano alcune piccolezze da sistemare qua e là.
'Tunnel Of Sufference' parte con un flavour vagamente death-iano, dove subito la situazione si riapre come prima, quindi con influenze che riportano in mente un pò gli Annihilator ed i Megadeth. Anche in questo episodio la band riesce a "giocare" bene con gli strumenti, mostrandosi in buona forma, ma resto fermo che il cantato non mi convince del tutto. A prescindere il ricordare un po' quel mentecatto di Dave Mustaine, ma per un'impostazione di tonalità che non si riesce ad inserire in maniera perfetta alle composizioni, un po' di incazzatura ci starebbe stata benissimo, cosa che manca quasi del tutto. Le melodie sono fatte davvero bene, risultando emozionali e sentite, quindi un plauso anche ai chitarristi, anche se son tutti e quattro i musicisti ad essere abbastanza preparati e convincenti.
Conclude questo Ep 'Architecture Of Pain', grintosissima e tagliente, seguendo coerentemente quanto detto. Anche se questo pezzo mi è sembrato un po' più aggressivo e piacione. Anche qua i cori attraenti sono presenti, e state certi che la vostra testa si agiterà senza alcun problema, tanta è l'energia sprigionata dalla song.
In conclusione, un Ep che, a prescindere dalla sua lunga durata (il pezzo più corto dura 6:10 minuti), si ascolta piacevolmente, ma se non siete amanti del thrash tecnico rischiereste di incappare un po' nella noia. Bravi musicisti e produzione abbastanza ben curata, anche se non eccelsa. Promossi!

Scritta per IdM