SISTER WHISKEY - Sister Whiskey



Sister Whiskey - Sister Whiskey (reissue 2012, L.A. Riot Survivor Records)

I Sister Whiskey sono una band americana dei primi anni novanta. Dopo  la pubblicazione dell’album ‘Liquor & Poker’ del 1993, i nostri hanno smesso di farsi sentire; ma quest’oggi la L.A. Riot Survivor Records ci propone la ristampa dell’omonimo demo di debutto risalente al 1991 con l’aggiunta di un mini live di tre pezzi, ‘Live Larse’, risalente all’anno successivo. Il tutto rimasterizzato da Vittorio Marchetti
Già dall’opener ‘Cold Shot Of Water’, la band si mostra per quello che è; un buon gruppo hard rock melodico con le influenze della loro epoca. Un hard rock con tendenze al rock’n’roll ed inflessioni AOR, un po' come i più noti Poison, per intenderci, o i primissimi Bon Jovi e certi Aerosmith.
Chitarre che si muovono tra riff aggressivi e melodie antemiche, mantenendo sempre un buon gusto melodico; passando da momenti taglienti ad altri più soft e sognanti.
Ritmiche accattivanti supportano il tutto in maniera ottimale e coordinata, ed a guarnire questa festa sonora azzeccatissimi assoli.
Ben fatta la semi ballad ‘Memphis Roads’, che palesa alcune influenze, soprattutto negli assoli, dai Guns’n’Roses. E’ chiaro che non si parla di novità oggi, nel 2012; ma la cosa da tenere in considerazione è che il lavoro risale, come detto in apertura, al 1991, quindi la band propone sound e composizioni dell’epoca, come fecero altre band di quel periodo dorato fecero, magari avendo più visibilità e fortuna, alle quali però i Sister Whiskey non hanno nulla da invidiare.
Il cantato mi porta alla mente, nei momenti più aggressivi, Stephen Pearcy (Ratt), ma con le dovute distanze e con fare meno graffiante. La performance risulta vincente e ben portata avanti, senza mai un calo di tensione.
Avvolgenti anche ‘Southern Mistreater’, dall’aria arrogante e presuntuosa e ‘Wine And Roses Ain’t The Cure’; quest’ultima aperta da chitarre acustiche dal sapore southern, che anticipano l’antemico avanzare con ritmiche cavalcanti, in supporto a variazioni che vanno dal southern rock a frangenti più delineatamente hard rock. Ben inseriti anche i cori che vi trascineranno con la mente nei tempi d’oro che furono per il rock anni ed anni fa in quel di Los Angeles.
Terminati i pezzi in studio, in aggiunta troviamo tre brani registrati in sede live nel 1992, in occasione di alcune esibizioni tenutesi in terra californiana.
Adrenalinica e trascinante da far paura ‘She Thinks I’m a Doctor’, un pezzo adatto per farvi agitare e cantare il ritornello con il pugno in aria. Le registrazioni sono ben fatte, considerando le materie prime tecniche di quegli anni, donando un’ascolto grezzo e crudo, ma ben fruibile e con tutti gli strumenti ben udibili.
Concludono il cd ‘Suzie Shakes My Rattlin Bone’ e ‘Sweet Blue Jean Little Sister’, due canzoni dall’anima fortemente festaiola e trascinante. Nell’ultima sono presenti anche alcuni aloni più soft nel ritornello, aloni dal retrogusto AOR.
Giungendo al termine dell’ascolto, direi che l’etichetta ha fatto bene a riproporre questo lavoro, ormai in sold out da anni. Un modo per conoscere le origini dei Sister Whiskey e la band stessa, per chi non la conoscesse già; una band molto valida a cui nulla c’è da togliere, rispetto a medesime della stessa epoca e filone musicale. Un bel viaggio a ritroso nel tempo, riscoprendo un pò di sano hard rock spumeggiante!