THE MEATFUCKERS - Gangbang From Hell



The Meatfuckers - Gangbang From Hell (2011, Asenath Records)

Dal Messico ecco che giungono alla nostra attenzione i The Meatfuckers, trio attivo dal 2005 dedito a sonorità della vecchia guardia estrema. La band ebbe l’onore di fare la sua primissima apparizione in pubblico di spalla ai Cannibal Corpse, nel 2007, oltre ad alcuni live suonati sullo stesso palco di band quali Cryptopsy, Impiety, Angel Steel e altri…
Sempre nel 2007 i Nostri registrano ed autoproducono l’album ‘Gangbang From Hell’, pubblicato e distribuito lo scorso Novembre 2011 tramite la messicana Asenath Records, giungendo quest’oggi a me tramite Music Solutions Agency.
Le otto tracce che compongono questo marcissimo album sono sulla medesima vena stilistica speed/thrash anni 80, prendendo spunti a piene mani da band come Venom e Sarcofago su tutti. Per le tematiche i The Meatfuckers si sono palesemente ispirati a soluzioni malsane e depravate attinenti al sesso ed alla pornografia sulla falsariga dei Mentors. Leggendo i testi non si riesce a capire dove finisce il lato ironico e dove inizia quello intimamente perverso dei musicisti.
Tutte le canzoni si muovono sul medesimo stile, risultando abbastanza omogenee. Certo, senza alcun tipo di qualsivoglia innovazione, ma proposto con palese attitudine e voglia di far schifo (in senso buono).
L’opener, ‘Intro – Dead By Cumshots!’, parte con un parlato alienante mentre di sottofondo un cattivo tempo, meteorologicamente inteso, accompagna un rintocco di campana lugubre. Subito dopo i nostri partono in quarta con le sonorità come citate qualche rigo fa.
Il cantato è un growl cavernoso e sgraziato da far venire i brividi, stagliato con tanta verve depravata su di una base musicale ottimamente costruita. La batteria oserei dire che la trovo impeccabile, sia come tempi che come articolazione, non commettendo mai un passo falso. Sulla base ritmica si lanciano i riff graffianti e lerci che non lasciano via di scampo.
Certo, è inteso che il disco è consigliatissimo (esclusivamente) a chi predilige tali sonorità sporche di vecchissima scuola, oltretutto supportate da una produzione idonea al contesto, senza attendersi nuove scoperte. Per chi va cercando modernità, suoni cristallini e virtuosismo si troverà in grande disagio.
Dopo la vena marcia e sessualmente lercia di ‘Childsodomy’ si passa ad un momento più speed oriented con ‘Hookers Parade’, dove la band preme sull’acceleratore.
Il cantato è un po’ impastato, a tal punto da non far comprendere bene i testi, mantenendo costantemente la sua malsanità uditiva, facendo venire in mente un maniaco schizzoide, sfiorando anche territori dal sapore death.
Momento molto oscuro in apertura nella successiva ‘Teens For Cash’, pezzo trascinante e contiene alcuni riff dal retrogusto hard rock. La song si discosta leggermente dal resto dei pezzi presenti, con alcune variazioni che rendono un po più “ariosa” la fruizione. Travolgente e cattiva ‘Satanic Bitch’, che rammenta anche certi influssi di black/death primordiale.
‘Euroslut’ è aperta da giri di basso possenti e si muove su coordinate death oriented con tutta la sua cadenzata ferocia. Una sorta di continua cavalcata infernale vorticosa dove spicca, oltre i riff assassini, la perfetta coordinazione della base ritmica; sempre ben presente e ben impostata. Linee vocali nere come la pece che travolgono il sistema uditivo emettendo puro disagio. Forse una cosa che alcuni ascoltatori potrebbero ritrovare durante l’ascolto dell’intero lavoro è un certo senso di ripetitività, ma se si è adoratori di questi stili sonori vecchi e senza “stuccosità” si troverà pane per i propri denti.
Concludono il disco ‘Wanted: Wife For Rent’ e ‘Pornorama’: più varia e “melodica” (concedetemelo) la prima e pesantemente contaminata da territori death la seconda. Quest’ultima mostra una tecnica ottima palesando la grande preparazione di musicisti nel campo.
Giungendo al conto, ci si ritrova al cospetto di un album relegato ad una frangia di ascoltatori fetidi e malati di cotanta musica estrema ed estremamente volgare e schifosamente affascinante. Ero, procuratevi il disco a scatola chiusa. Se cercate modernismi, come detto prima, o sonorità fresche e allegre statene alla larga. Ben costruita l’immagine della band intorno alla proposta, che vede i tre musicisti indossare maschere a metà tra il fetish e i combattenti westling messicani, in pelle borchiata.
E adesso me lo riascolto, a me è piaciuto molto!