KILLERS LODGE - Unnecessary I



Killers Lodge - 'Unnecessary I' (2014, Killer Music)

Giungono alla nostra redazione i genovesi Killers Lodge, trio composto da membri validi e già noti nell’ambiente metal. Al basso e voce John KillerBob (Cadaveria, DyNAbyte, ex Necrodeath e Raza de Odio), alle pelli Christo Machete (Dorothy’s Doll,ex Sadist, Nerve, Raza de Odio e altri) e infine, ma non ultimo, Olly Razorback (Denial, Sadist, Cadaveria, Raza de Odio e altre band).
Formatisi fondamentalmente dalle ceneri dei Raza de Odio, dopo un primo demo del 2012, assestamento di line up ed una serie interessante di live, i Killers Lodge propongono il debut album ‘Unnecessary I’, dove la parola d’ordine è Pestare! Si perchè l’album pesta davvero bene… vengono pestati sia gli strumenti dai musicisti e di conseguenza anche i sistemi uditivi degli ascoltatori. Un pestaggio davvero piacevole e senza fronzoli di sorta, così come la produzione e le composizioni racchiuse nel disco. Tutto profuma di vecchia scuola, seppur con un piglio un po’ più fresco.
La band in dieci tracce tocca ambiti diversi tra loro, seppur restino comunque con un comune denominatore di base. Si parte da soluzioni sonore sulla falsariga dei Motorhead con ‘Cosmos’ e ‘Like a Rock’, passando a momenti più heavy oriented con brani come ‘Inefficiency’ o più marcatamente nella adrenalinica e molto bella ‘Land Of Doom’, che sposa ottimamente heavy e thrash; per giungere su strade variegate con ‘Bow And Scape’ che unisce il thrash ad alcuni bei riff gustosamente hard’n’heavy, aperta da percussioni dal retrogusto vagamente tribale (concedetemi il termine).
La band ha volutamente registrato i brani saltando il processo di editing e senza perdere tempo in sovraincisioni (a parte per i cori) per donare a chi ascolta un prodotto genuino e crudo, lo stesso che ci si ritroverà nelle proprie orecchie durante un live dei Killers Lodge (suggerendovi di non perdervelo qualora vi si presenti l’occasione). Se i pezzi presenti possono non trovare il meritato “spazio sonoro” all’interno di un dischetto ottico, state certi che dal vivo saranno davvero una granata musicale che mieterà vittime!
Nella varietà proposta quello che si nota sempre presente è un delineato piglio punk, grezzo e diretto come i grandi del passato hanno saputo fare e quest’oggi rifanno in maniera estremamente attitudinale e convincente i Nostri.
Direi che non manca niente; linee vocali ruvide, opache e avvolgenti, base ritmica ben impostata con basso e batteria che sanno bene come giocarsi la propria carta riuscendo a vincere, mentre la chitarra non vuol saperne di fermarsi tra riff ora taglienti ora graffianti e tra assoli degnamente impostati. Tutto si basa sull’immediatezza e sull’impatto, come uno schiaffo lanciato con potenza senza preavviso, inteso che si parla di schiaffi che fa bene ricevere.
A conclusione troviamo la fantastica ‘The Glory Of The Pillory’, uno dei brani del disco che ho più apprezzato, con all’interno anche alcuni riferimenti “rock’n’rollosi”.
Nota di merito in particolare per John, in quanto autore di tutti i testi ben scritti, sentiti e oltretutto ottimamente presentati nelle note di accompagnamento all’album – nonche’ mano sapiente che ha gestito il mixer durante le registrazioni. Che dire di più? Non serve spenderci troppe parole, procuratevi assolutamente questo ‘Unnecessary I’ e appena avrete l’occasione piantatevi sotto il palco dei Killers Lodge perchè ce ne saranno davvero delle belle! Nel frattempo io vado a riascoltare per l’ennesima volta il disco scapocciando come un dannato!